727 143. Per conservare la virtù della santa
umiltà, pochi anni dopo la sua conversione, rinunciò
in un Capitolo alla presenza di tutti, all'ufficio di governo
dell'Ordine: «Da oggi avanti sono morto per voi. Ma
ecco fra Pietro di Cattanio, al quale io e voi tutti dobbiamo
obbedire».
E inchinatosi subito davanti a lui, promise «obbedienza
e riverenza». I frati piangevano, prorompendo per il
dolore in alti gemiti, vedendosi come divenuti orfani di tanto
padre.
Francesco si alzò, e con le mani giunte e gli occhi
elevati al cielo: «O Signore, - pregò - ti raccomando
la famiglia, che sino ad ora tu mi hai affidata. Ed ora, non
potendo io averne cura per le infermità che tu sai,
dolcissimo Signore l'affido ai ministri. Siano tenuti a renderne
ragione a te o Signore, nel giorno del giudizio, se qualche
frate o per loro negligenza o cattivo esempio oppure anche
per una severità eccessiva, sarà perito».
Da quel momento rimase suddito sino alla morte, comportandosi
più umilmente di qualsiasi altro frate.